Beni inclusi ed esclusi nella dichiarazione di successione
Attivo ereditario
Quali beni vanno dichiarati in successione?
Formano l’attivo ereditario tutti i beni e i diritti trasferiti per successione, anche se all’estero. Dunque, in dichiarazione vanno inseriti tutti i beni e diritti, salvo quelli espressamente esclusi (art. 12 TUS). La corretta individuazione dei beni da inserire nella dichiarazione di successione è uno degli aspetti fondamentali della pratica successoria. Prima di procedere alla compilazione della dichiarazione è quindi necessario ricostruire, per quanto possibile, la consistenza del patrimonio lasciato dal de cuius. L’attivo ereditario può comprendere beni immobili, disponibilità finanziarie, partecipazioni, crediti, beni mobili e altri diritti patrimoniali. La corretta ricostruzione dell’asse ereditario consente inoltre di determinare correttamente gli elementi rilevanti ai fini fiscali.
- Immobili di ogni tipo
- Aziende, navi e aeromobili
- Partecipazioni in società di ogni tipo: azioni, obbligazioni, altri titoli, quote sociali
- Rendite e pensioni
- Crediti di sorta, come ad esempio depositi in conto corrente
- Titoli di qualsiasi genere il cui reddito è stato indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata dal defunto
- Beni mobili e i titoli al portatore di qualsiasi specie posseduti dal de cuius o depositati presso altri a suo nome, come ad esempio presso banche in cassette di sicurezza.
- Denaro, gioielli e mobili per un importo pari al 10% dell’asse ereditario (presunzione).
Ricordo infine che per i patrimoni consistenti è opportuno valutare l’utilità di inventariare e stimare i beni mobili, a cui il fisco attribuisce un valore forfettario pari al 10% di tutti gli altri beni dichiarati in successione. Ciò potrebbe consentire di vincere la presunzione di valore, riducendo la base imponibile e con essa l’imposta successoria.

Quali beni devono essere inseriti nella dichiarazione di successione?
Quando si prepara una dichiarazione di successione, il primo passaggio consiste nell’individuare tutti i beni e i diritti appartenenti al defunto che devono essere considerati nella ricostruzione dell’attivo ereditario. È quindi opportuno verificare la presenza di:
- immobili e terreni;
- conti correnti e rapporti bancari;
- titoli e strumenti finanziari;
- azioni e quote societarie;
- aziende e attività imprenditoriali;
- crediti;
- beni mobili;
- denaro e gioielli;
- rendite e altri diritti patrimoniali.
La verifica non dovrebbe essere limitata ai beni immediatamente conosciuti dagli eredi. In alcune successioni può infatti essere necessario svolgere una vera e propria ricostruzione patrimoniale del de cuius, soprattutto quando gli eredi non conoscono con precisione tutti i rapporti bancari, finanziari o immobiliari esistenti al momento della morte.
Immobili nella dichiarazione di successione
Gli immobili rappresentano una delle principali categorie di beni che devono essere esaminate nella dichiarazione di successione. La presenza di una casa, di un terreno, di un fabbricato o di altri diritti immobiliari richiede particolare attenzione alla documentazione catastale e alla corretta individuazione del bene. Per ogni immobile può essere necessario verificare:
- provenienza;
- intestazione catastale;
- dati catastali;
- rendita catastale;
- natura del diritto trasferito;
- eventuale comproprietà;
- eventuale comunione legale;
- destinazione urbanistica quando rilevante;
- eventuali agevolazioni applicabili.
Per questo motivo, quando nella successione sono presenti immobili ereditati, la corretta ricostruzione della situazione catastale costituisce una parte importante dell’istruttoria.
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Conti correnti e rapporti bancari nella successione
Anche i rapporti bancari del defunto devono essere esaminati nella ricostruzione dell’attivo ereditario. Gli eredi potrebbero conoscere soltanto alcuni rapporti e non essere a conoscenza dell’esistenza di ulteriori conti, depositi o strumenti finanziari. In presenza di più rapporti bancari può essere quindi necessario richiedere la documentazione utile per ricostruire la situazione esistente alla data del decesso. La documentazione bancaria può assumere rilievo non soltanto per la dichiarazione di successione, ma anche quando sorgano contestazioni tra eredi sulla consistenza del patrimonio.
Denaro, gioielli e beni mobili nella dichiarazione di successione
Particolare attenzione meritano denaro, gioielli e beni mobili, anche in relazione alla presunzione sopra richiamata. Nei patrimoni di maggiore consistenza può risultare opportuno valutare la possibilità di effettuare un inventario dei beni mobili e una loro stima, secondo le modalità consentite dalla disciplina applicabile. Questa attività può diventare particolarmente importante quando il valore effettivo dei beni mobili sia significativamente diverso dal valore presunto.
Aziende e partecipazioni societarie
Tra i beni che possono rientrare nell’attivo ereditario vi sono anche aziende, partecipazioni societarie, azioni e quote sociali. In questi casi la successione può richiedere una ricostruzione patrimoniale più complessa, perché occorre individuare la natura e il valore dei diritti trasferiti. Le situazioni possono diventare particolarmente articolate quando il patrimonio del defunto comprende:
- aziende;
- partecipazioni in società;
- quote societarie;
- attività imprenditoriali;
- rapporti finanziari collegati all'impresa.
Quando il patrimonio ereditario comprende un’azienda o partecipazioni societarie, può essere quindi opportuno affrontare la dichiarazione di successione insieme alla valutazione degli aspetti civilistici e fiscali della successione.
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Crediti del defunto nella dichiarazione di successione
Tra i beni da verificare rientrano anche i crediti appartenenti al de cuius. Possono comprendere, a seconda della situazione concreta:
- somme dovute da privati;
- crediti derivanti da rapporti contrattuali;
- depositi;
- altri diritti di credito.
La corretta identificazione dei crediti può essere particolarmente importante quando il loro valore non sia immediatamente determinabile oppure quando siano oggetto di contestazione.
Beni all’estero e successione
La presenza di beni del defunto all’estero richiede particolare attenzione. La disciplina fiscale della successione deve essere coordinata con la posizione del defunto, la localizzazione dei beni, la normativa del paese estero in cui i beni si trovano e le eventuali disposizioni internazionali. Gli eredi possono trovarsi quindi a dover ricostruire patrimoni presenti in diversi Stati, come:
- immobili all’estero;
- conti bancari esteri;
- investimenti;
- partecipazioni;
- altri beni patrimoniali.
La corretta individuazione dei beni situati all’estero è quindi parte importante della ricostruzione della successione.
Esclusioni
Non devono essere dichiarati in successione e dunque non contribuiscono a formare l’attivo ereditario:
- Indennità di fine rapporto in caso di morte del prestatore di lavoro e le indennità spettanti per diritto agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto
- Crediti contestati giudizialmente alla data di apertura della successione, fino a quando la loro sussistenza non sia riconosciuta con provvedimento giurisdizionale o con transazione
- Crediti verso lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e di assistenza sociale, compresi quelli per il rimborso di imposte o di contributi, fino a quando non siano riconosciuti con provvedimenti dell’amministrazione debitrice
- Crediti ceduti allo Stato entro la data di presentazione della dichiarazione della successione
- Beni culturali se sono stati assolti i conseguenti obblighi di conservazione e protezione ex art. 13 TUS
- Titoli del debito pubblico, fra i quali si intendono compresi i BOT e i CCT ed i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagli stati all’UE o aderenti al SEE;
- Altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati, nonché ogni altro bene o diritto dichiarato esente dall’imposta da norme di legge
- Veicoli iscritti al pubblico registro automobilistico
- Beni appartenenti al de cuius, non residente in Italia, che si trovano all’estero
Trattasi di beni di interesse storico e artistico che restano esclusi dall’attivo ereditario se sono stati sottoposti al vincolo anteriormente all’apertura della successione e sono stati assolti i relativi obblighi di conservazione e protezione. Per essi l’erede o il legatario devono presentare l’inventario dei beni vincolati al competente organo periferico del Ministero dei beni e delle attività culturali. Ottenuta l’attestazione dell’amministrazione, l’erede e/o il legatario devono allegarla alla dichiarazione di successione o presentarla comunque all’Agenzia delle Entrate, in caso di esonero dalla presentazione della dichiarazione stessa.
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Quali beni sono esclusi dalla dichiarazione di successione?
La distinzione tra beni inclusi e beni esclusi dalla dichiarazione di successione deve essere effettuata sulla base della disciplina fiscale applicabile e delle caratteristiche del singolo bene o diritto. La presenza di una particolare categoria patrimoniale non significa infatti automaticamente che essa debba essere trattata nello stesso modo di ogni altro elemento dell’asse ereditario. Tra le categorie che possono presentare una disciplina specifica rientrano, come evidenziato nel testo originale:
- determinati crediti;
- alcune indennità;
- beni culturali in presenza delle condizioni previste;
- determinati titoli;
- veicoli iscritti al pubblico registro;
- beni situati all’estero nelle specifiche ipotesi previste dalla normativa.
Per questo è importante evitare di utilizzare elenchi generici trovati online senza verificare la normativa vigente e la situazione concreta della successione. Il TUS, infatti, distingue tra disciplina dell’attivo ereditario, determinazione del valore dei beni e diritti e categorie escluse.
Qual è la differenza tra attivo ereditario e beni esclusi dalla successione?
L’attivo ereditario rappresenta il complesso dei beni e dei diritti rilevanti ai fini successori secondo la disciplina fiscale. I beni esclusi, invece, sono quelli che la normativa sottrae dalla formazione dell’attivo ereditario o per i quali valgono specifiche regole. La distinzione è particolarmente importante perché incide sulla determinazione della base imponibile e, conseguentemente, sull’applicazione dell’imposta di successione.
Come verificare correttamente quali beni dichiarare?
Per una corretta dichiarazione di successione è opportuno procedere attraverso una vera e propria istruttoria. In concreto può essere necessario raccogliere:
- documentazione catastale;
- documentazione bancaria;
- documentazione assicurativa;
- documentazione societaria;
- documentazione relativa a eventuali beni mobili;
- informazioni relative a crediti e debiti;
- documentazione relativa a beni situati all’estero;
- eventuali precedenti attribuzioni patrimoniali.
La qualità dell’istruttoria iniziale è quindi fondamentale per evitare omissioni o inserimenti non corretti.
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Beni inclusi ed esclusi: attenzione alla normativa vigente
La disciplina fiscale delle successioni è soggetta a modifiche normative e deve essere verificata nella versione vigente al momento della successione. Il D.lgs. 346/1990 – Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni continua a rappresentare il riferimento normativo principale in materia, con le successive modifiche intervenute nel tempo. Per questo, quando si tratta di stabilire se un determinato bene debba essere inserito nella dichiarazione, è consigliabile verificare la specifica categoria del bene e la disciplina applicabile al caso concreto.
Dichiarazione di successione e imposta di successione
È importante distinguere la dichiarazione di successione dal calcolo dell’imposta di successione. La dichiarazione rappresenta l’adempimento attraverso il quale vengono comunicati i dati e gli elementi richiesti dalla disciplina fiscale. L’imposta, invece, viene determinata sulla base degli elementi patrimoniali rilevanti, del grado di parentela o affinità con diverse franchigie ove applicabili e relative aliquote e delle eventuali agevolazioni applicabili. Per questo la corretta individuazione dei beni che compongono l’attivo ereditario rappresenta uno dei passaggi fondamentali dell’intero procedimento.
Beni inclusi ed esclusi dalla dichiarazione di successione a Firenze
Per chi deve presentare una dichiarazione di successione a Firenze, la fase di raccolta dei documenti e di ricostruzione del patrimonio può risultare particolarmente importante quando sono presenti immobili, terreni, rapporti bancari, partecipazioni societarie oppure beni situati all’estero. Lo Studio Legale Gallenga, con sede a Firenze, può assistere nella ricostruzione della situazione patrimoniale e negli adempimenti collegati alla successione. L’istruttoria può riguardare, a seconda della situazione concreta, immobili, rapporti bancari, assicurazioni, partecipazioni e altri beni patrimoniali. Lo studio si occupa anche di dichiarazioni di successioni internazionali
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Quando è utile rivolgersi a un avvocato per la dichiarazione di successione?
Una consulenza può essere particolarmente utile quando non è chiaro:
- quali beni devono essere dichiarati;
- quali beni sono esclusi;
- come determinare l’attivo ereditario;
- come trattare un immobile;
- come indicare un conto corrente;
- come considerare partecipazioni societarie;
- come gestire beni situati all’estero;
- come gestire beni in Italia di straniero; quali documenti raccogliere;
- quali agevolazioni possono eventualmente applicarsi.
Quando la successione è complessa, è inoltre opportuno distinguere gli aspetti fiscali dagli eventuali problemi civilistici riguardanti eredi, legittimari, testamenti, donazioni e divisione ereditaria.
Cosa fare se non si conosce tutto il patrimonio del defunto?
Può accadere che gli eredi non sappiano esattamente quali beni possedesse il defunto. In questi casi la semplice dichiarazione di successione può richiedere una fase preliminare di ricostruzione patrimoniale. Può essere necessario verificare: immobili, conti correnti, investimenti, polizze, partecipazioni, crediti e altri rapporti patrimoniali. La ricostruzione può assumere particolare importanza anche quando esistano dubbi sulle attribuzioni effettuate dal defunto durante la vita.
Considerazioni Finali
La corretta individuazione dei beni inclusi ed esclusi dalla dichiarazione di successione è fondamentale per evitare errori nella ricostruzione dell’asse ereditario. Non è sufficiente chiedersi genericamente “quali beni vanno dichiarati in successione?”, ma occorre verificare la natura concreta dei beni e dei diritti appartenenti al de cuius, distinguendo l’attivo ereditario dalle categorie che la normativa esclude o sottopone a discipline specifiche. Immobili, aziende, partecipazioni, crediti, rapporti bancari, beni mobili, denaro, gioielli, titoli e beni situati all’estero possono richiedere verifiche differenti. La corretta istruttoria documentale rappresenta quindi il punto di partenza per una dichiarazione di successione corretta, soprattutto quando il patrimonio ereditario è articolato o gli eredi non dispongono di tutte le informazioni necessarie. Per approfondire la disciplina dell’imposta di successione e degli adempimenti collegati alla successione, è opportuno fare riferimento alla normativa vigente e alla specifica situazione patrimoniale e familiare.
